Pizzo Arera | Oltre il Colle

Pizzo Arera

Pizzo Arera

PIZZO ARERA 2.512 m.


Tempo di percorrenza: al rifugio SABA (casa rossa) 1.30 ore, al rifugio Capanna 2000 2.30 ore, alla croce della vetta 4.00 ore.


Difficoltà: nessuna fino a Capanna 2000, una scala a pioli, due brevi tratti di ferrata e parecchi passaggi a strapiombo per arrivare in vetta, quest’ultimo pezzo è vivamente sconsigliato a chi soffre di vertigini.


Sorgenti durante il percorso: nessuna


Il pizzo Arera con i suoi 2.512 metri è la montagna più alta e più affascinate tra le quattro cime dell’alta val Serina, la sua vetta è ben visibile dalla pianura bergamasca, è una meta turistica molto frequentata, e, nel passato, famosa per le sue innumerevoli miniere di calamina.


SALITA:La salita alla vetta parte da Zambla alta e precisamente dal bivio, che appena entrati in paese, porta alla località la Plassa, dove un tempo partivano gli impianti di risalita, oggi in disuso. Si percorre la strada bassa che costeggia i condomini e arrivati al parcheggio davanti al vecchio ristorante si può lasciare la macchina per cominciare l’ascesa attraverso una larga mulattiera che si addentra nel bosco. Dopo circa un’ora di cammino, con momenti di pendenza notevole, si esce dal bosco, si incontrano i primi prati e si possono vedere ancora gli scarichi delle miniere, oggi murate, ma ancora ben identificabili in quanto recintate. Sempre qui è possibile ammirare degli splendidi esemplari secolari di faggi che creano un po’ di ombra mentre il bosco lascia spazio alla radura. A quota 1600 metri incontriamo il rifugio SABA, caratteristico perché colorato di rosso e ben visibile anche da Oltre il Colle, e poco più in alto la stazione intermedia delle seggiovie. A questo punto si può decidere se continuare seguendo la mulattiera o, consigliato vivamente, il sentiero. Quest’ultimo si prende a sinistra della seggiovia, poco sotto l’arrivo dell’ex ski-lift e parte da uno splendido belvedere che si affaccia con una vista mozzafiato su tutta la val Vedra, chiamata più comunemente “il vetro”. Senza particolari problemi ma sempre in costante salita il sentiero si ricongiunge con la mulattiera nei pressi del rifugio Capanna 2000. Da qui il percorso si fa più impegnativo e sale con continui zig zag sulla cresta retrostante il rifugio, tenendo sulla destra il Pian Casaccio e sulla sinistra la maestosa e ghiaiosa val d’Arera, fino a giungere ad un’anticima, il paesaggio e di quelli che lasciano senza parole ma poco adatto a chi soffre di vertigini. La salita prosegue leggermente in piano per qualche metro fino al canalone che divide l’anticima dalla calotta terminale, è questo il punto decisamente più difficile poiché la discesa al canalone è molto ripida e per la risalita dalla parte opposta è stata attrezzata la parete con una scala a pioli in ferro e con due brevi tratti ferrati con catene. Da qui il sentiero zigzagando ci conduce in vetta dove nelle ultime curve ci compare con tutta la sua maestosità l’imponente croce in ferro. La vista è spettacolare sia sulla val Serina, sia sulla retrostante val Canale, in cui si notano chiaramente il rifugio Alpe corte ed in lontananza il passo dei laghi Gemelli, sia su tutto l’arco delle montagne bergamasche.


Matteo Bianchi