Monte Menna | Oltre il Colle

Monte Menna

Monte Menna

CIMA MENNA 2.300 m


Tempo di percorrenza: 4.15 ore (fino alla seconda croce)


Difficoltà: nessuna fino al rifugio MAGA parecchi passaggi in cresta nella salita alla vetta, sconsigliato vivamente a chi soffre di vertigini


Sorgenti durante il percorso: nessuna


Sicuramente una dalle cime più belle, nell’incontaminata valle retrostante la croce di Zorzone, ma anche durante la salita in determinati periodi, è possibile ammirare camosci e marmotte, senza ombra di dubbio è sicuramente la salita più faticosa delle 4.


SALITA: da Zorzone si prende la strada che parte di fronte al monumento dei caduti e che in maniera ripida ci conduce fino ad un piccolo piazzale dove, alle nostre spalle,ha inizio una strada sterrata che si inoltra nel bosco contrassegnata dalla scritta ARALE sul muro. Il consiglio è di lasciare qui la macchina anche se si potrebbe proseguire ancora per qualche centinaio di metri, ma il problema di trovare posteggio e la strada ripida e sterrata potrebbero essere un ostacolo non indifferente. Partendo dunque dal piccolo piazzale si prosegue per la mulattiera fino a giungere ad un tornante dove comincia il sentiero vero e proprio, sempre segnalato dal classico cartello del CAI. Tuttavia è anche possibile proseguire per la mulattiera fino ad un bivio e qui prendere la strada a monte fino alla baita, ma il tragitto risulterà decisamente allungato. Procedendo dunque dal sentiero questi si addentra nel bosco, l’ascesa prosegue in costante salita fino a raggiungere la baita prima menzionata. Da questo punto il bosco ci abbandona e il paesaggio diventa decisamente da alta montagna, solo fischio di qualche falchetto e di qualche marmotta rompe il silenzio tra le imponenti creste frastagliate. Sempre in perenne salita il tragitto ci conduce con continui zig zag al rifugio MAGA; chiuso per la maggior parte dell’anno, è tuttavia possibile trovare ricovero nel rifugio invernale, la prima porta a sinistra nel retro della costruzione aperto sempre. Una volta giunti a questo punto in una decina di minuti procedendo alle spalle del rifugio si raggiunge la croce ben visibile da oltre il colle e si ci si può godere la splendida vista sia sulla spettacolare vallata retrostante nella quale si trova il sentiero che giunge da Roncobello, sia su tutto l’arco prealpino fino a distinguere in maniera nitida, nelle giornate serene, anche le Grigne e il Resegone, Per raggiungere invece la minuscola croce posta a 2.300 metri bisogna proseguire in direzione opposta al rifugio lungo la cresta frastagliata che ci conduce fino alla vetta vera e propria; anche qui il panorama è di quelli che non si dimenticano ma i costanti passaggi sulla cresta sopra canaloni ghiaiosi e a strapiombo nel vuoto richiedono la massima attenzione.


DISCESA:anche in questo caso c’è una doppia possibilità per la discesa, o ripetere al contrario la strada fatta all’andata oppure scegliere la discesa dall’imponente prato che sovrasta la val Parina, per quest’ultima opzione occorre salire alla croce di Zorzone (dietro al rifugio) e da qui proseguire dritto fino a giungere sulla cresta, a questo punto la discesa può cominciare, per il prato il sentiero è scarsamente segnato, l’importante è non allontanarsi mai troppo dalla cresta. Dopo una ripida discesa si giunge in prossimità di una baita (anche questa ben visibile da Oltre il colle) qui troviamo degli splendidi faggi secolari ed un piccolo stagno; a questo punto il sentiero ricompare ai nostri occhi e ci conduce fino ad una mulattiera che dopo un paio di tornati prosegue semipianeggiante fino alla partenza del sentiero, e da qui giù fino a Zorzone.


Matteo Bianchi